Facen: il recupero dei vecchi Cristi

Forse non tutti sanno che, quasi dimenticati in canonica, da lungo tempo giacciono 3 vecchi Cristi.

Cristi rimossi, forse una quarantina d’anni fa, dai capitelli sparsi sul nostro Territorio, dai quali vegliavano sullo stesso.

Ci risulta che tale scelta fosse stata allora motivata dal timore che gli stessi potessero venir rubati od essere oggetto di vandalizzazione, dati casi del genere registrati nei Territori vicini.

Così, per tutto questo tempo, sono stati sì al sicuro in canonica, ma pure abbandonati ad un totale oblio.

Difficile attribuire loro una datazione, non trovandone traccia nelle documentazioni della Parrocchia, ma – vuoi per l’età vuoi per i luoghi su cui erano stati posti e da cui provengono – lo stato di conservazione in cui si trovano è molto degradato, e la parte degli stessi che i tarli hanno lasciato è veramente poca cosa.

È così nata la decisione di provare a riportarli alla luce e riesporli, magari all’interno della stessa chiesa di Facen. Decisione, questa,  che non è stata neppure facile, sia per l’estrema fragilità degli stessi, sia per individuare – non potendosi parlare di un vero e proprio restauro, né di interventi che lo potessero, comunque, in seguito pregiudicare – come procedere.

La necessità di dover procedere alla ripulitura degli stessi, condizione basilare per qualsiasi intervento successivo, è stata comunque la più ovvia e semplice da prendere.

Ma, anche in questo caso, sono emerse subito le difficoltà di un tale procedimento, tenuto conto dello stato in cui il tempo, e soprattutto i tarli, avevano ridotti tali (poveri) Cristi.

Situazione emersa subito, nella sua drammaticità, al momento del distacco degli stessi dalle relative croci, quando si è manifestato quanto fossero le stesse croci a tener insieme i Cristi : staccati dalle croci si sono afflosciati immediatamente, fra sbuffi di polvere residua dell’attività dei tarli.

Approntato quindi uno specifico tavolo operatorio, la prima cosa afffrontata è stata un approfondito trattamento antitarlo, effettuato – data la delicatezza e precarietà del tutto – liberando dai residui dell’attività dei tarli, con aria compressa, tutti i fori presenti, quindi – armati di siringa e di una enorme quantità di tempo resosi necessario – iniettando in ognuno dei fori tutto il preparato antitarlo necessario a renderlo inospitale per i medesimi.

Quindi, con ‘rocambolesche’ operazioni di equilibrio, insieme alla necessità di inventare efficaci seppur improvvisati sistemi di trazione, a ricostruire ed incollare le spine di innesto delle braccia sul tronco e tentare di fissare e dare stabilità agli stessi.

Poi, con la pulizia delle superfici, senza per altro intaccare i resti di coloritura preesistenti (due diversi strati, a nostro vedere) al fine di non pregiudicarne successivi (seppur assai improbabili) interventi di restauro vero e proprio.

Sempre in tale logica, con leggere operazioni di stuccatura sono state ritoccate le parti di giuntura fra il tronco e le braccia, dove averne integralmente ricostruita  l’articolazione interna.

Le parti colorate del panno sono solo state ripulite, rimanendone così visibili le colorazioni originali sovrapposte.

I Cristi in origine erano interamente dipinti, e ampi tratti di residui si intravvedono ancora sulle braccia. Anche qui si è deciso, nella filosofia di ripulitura non invasiva adottata, di lasciarli tali, senza tentare di integrare le parti mancanti.

L’unico trattamento finale, ora che due dei tre Cristi sono stati ripuliti, è stato passare gli stessi con cera d’api, che ha dato loro un po’ di lucentezza senza alterarne le caratteristiche.

Oltre al terzo Cristo da ripulire, rimane ora da definire quale possa essere la modalità ed il luogo su cui esporli. Una ipotesi in tale senso potrebbe appunto essere ancora la Chiesa, oppure la Cappella – presso la canonica – più speso utilizzata per le funzioni feriali : su questo sentiremo che ne pensano i fedeli di Face.

Intanto, ci conforta aver fatto riemergere dall’oblio del tempo tali elementi di devozione.

Ma ci sono altri e più preziosi oggetti che la nostra Parrocchia custodisce gelosamente, dimenticati ed a pochi noti, certamente degni di essere riscoperti e riproposti.

Ma di questi parleremo in seguito…

A.Chs
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