L’albero di Natale

Anche quest’anno la Fabbriceria ha provveduto alla installazione dell’albero di Natale sul sagrato della Chiesa.

Il che, detto così, sembra anche ovvio, dato il periodo.

Nella realtà, una cosa semplice e scontata come questa, nasce da ben più lunghe considerazioni.

Così quesiti come: dove prendere un abete adatto, a chi chiederlo, come fare a recuperarlo, chi materialmente va a tagliarlo, recuperarlo, trasportarlo e – soprattutto – issarlo in posizione rappresentano più di una occasione per stare insieme.

Quest’anno, la scelta dell’abete era già stata effettuata con largo anticipo, addirittura l’estate scorsa, grazie alla disponibilità in tal senso data un Fabbriciere.

Solo che l’abete, dopo essere stato scelto, doveva essere tagliato, trainato assai più in alto del punto in cui si trovava, trascinato quindi fino al punto in cui poterlo prelevare con camioncino, issato sullo stesso, portato a valle ed – infine – regimato nella sezione del tronco adatta per essere inserito al posto che gli compete, sul sagrato della chiesa.

Cosa di per sé neanche tanto scontata, ma – quest’anno – complicata assai dalla neve caduta inaspettatamente due giorni prima…

Così, oltre a tutte le fasi inerenti al taglio, il traino a monte necessariamente effettuato con carrucole, corde, rimandi e rinvii, urla, comandi, imprecazioni, gran fatica ecc. data l’impossibilità di giungere al punto stimato di carico col camioncino, si è dovuto procedere al trascinamento dell’abete lungo un percorso assai articolato, molto più lungo del previsto, superando curve e dossi nell’attenzione di non far scivolare a valle – e quindi definitivamente perdere – la pianta stessa.

Svariate peripezie dopo, grazie all’applicazione di molteplici calcoli statici, sugli angoli di attacco delle corde ed – infine – sull’angolo più corretto da applicare al cassone ribaltabile del camioncino per poter issare a bordo dello stesso la grande pianta, l’abete è arrivato sul sagrato della chiesa di Facen, occasione inevitabile per brindarci su!

La necessità di adattare la sezione del tronco alla sede posta sul selciato del sagrato ha comportato la laboriosa ‘tornitura’ del tronco con le motoseghe, il frastuono ripetuto delle quali ha certamente allarmato l’intero paese.

L’impegno per issare e mettere in posizione lo stesso si è subito manifestato nella sua complessità ed impegno, per il quale si è resa necessaria una seconda sessione di lavori, con una maggior presenza di addetti.

Studiato accuratamente il da farsi, la corretta sequenza delle fasi di esecuzione, distribuiti gli incarichi, fissate le corde di ritenuta, considerati gli angoli di attacco delle stesse, si è iniziata – a forza di braccia – la procedura di innalzamento e posa in opera dell’abete…

Peccato che non ci fosse qualche operatore televisivo, di qualcuna delle nostre televisioni di punta, a riprendere il tutto, con il corredo rituale di comandi, controcomandi, imprecazioni ecc. a documentare la scena: ne sarebbe scaturita una bella scena !

Ma alla fine, l’abete si potè dire domato, ed issato a dovere.

La scenetta (per l’eventuale televisione che avesse ripreso il tutto) si è conclusa, poi, con il recupero – dalla cima della pianta issata – delle corde necessarie per l’indirizzamento della stessa ed il mantenimento della stessa in equilibrio nella relativa fase di posa in opera. Il tutto con una operazione, studiata ed architettata al volo, degna di acrobatici pompieri.

Insomma, una grande scusa – quella dell’albero di Natale – per stare insieme, fare una gran faticata, rischiare anche di farsi male, riderci su.

Tutta un’altra cosa che farsi portare a casa un albero di Natale direttamente dal vivaio!

A.Chs
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