S.Susanna : la Processione

Proc03La Processione, pur dipendendo molto spesso dalle bizzarrie del meteo, nei diversi significati e valenze che nel tempo ha assunto, è ancora un elemento importante nella celebrazione della ricorrenza di S. Susanna.

Quest’anno, poi, il gruppo della Fabbriceria, insieme ad altri volontari, ha provveduto ad una pulizia radicale del sentiero su cui si snoda il percorso processionale, liberandolo anche dai molti alberi caduti sullo stesso durante la stagione invernale ed i violenti temporale primaverili.

A chi arriverà in Processione, la chiesetta – dopo i recenti interventi di manutenzione – apparirà ora in un aspetto ancora migliore, valorizzata anche dalla sistemazione del sito esterno.

E’ questa anche l’occasione per ricordare una poesia, in dialetto, scritta dalla scomparsa Irma Bertelle, tratta dal suo libro ‘Parla come che tu Magna’, che con straordinaria efficacia ci ricorda come – nel tempo appena andato – la Processione e la venerazione a S.Susanna fosse vissuta :

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SANTA SUSANNA

Na olta i nostri veci, i ndea a tor l’acqua del poss, la medesima che ai pizhenin, la ghe fea pasàr la toss.

I era ani pieni de miseria, ma noi i vedeòn bei, quando che me nona la ndea su a tor i tosatei.

I veci i diséa: onde che ghe n’era l’inozhénza, no manchéa gnanca la proidénzha.

Adess, no i ndà pi in zherca de inozhénti, l’é massa fadìga a rinunzhiar ai divertimenti.

Co l’evoluzhiòn, i tempi, i é cambiadi, chì che tosatei ghe na manco, i e pì bravi.

I nostri veci a S.Susana i vea su in prozhisòn, sgalozhando tei sass, ma con umiltà e devozhiòn.

Quando po, che ‘l fea gran sech, che no’l pioea, i ndea su a torla, se Dio l’era dacordo la ruéa.

Ma zherto, che ‘lori i ndea su gran fieri, parché al confronto de noi, i era tant pi lidieri,

su, anca descolzhi su dreti par i scurtoi, ma se i fusse stanfàdi come quei de n coi?

No i sarei ndati su a far tuta quela riva, i arei tolt la oltada ala Cross, con manco fadiga.

L’ nostro parroco, rispetàndo i so laori ‘l à prezhà, tut quel che i veci a far la Ceséta, i a sfadigà.

Ne par de véderli, co i còp te le spale, in fila, a testimoniar la fede, no i se cordéa che i fea la chila.

Ma romai Dio ala so destra ‘l i a ciamàdi, e dopo tanti secoli, de le fadighe i é desmentegadi.

———————– “”

A.Chs

 

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