1921 – Facen : crollo della costruenda nuova Chiesa

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1921 – 10 dicembre

Nella scorsa notte e per tutta la giornata soffiò in maniera veramente eccezionale il vento il quale produsse danni rilevanti nelle campagne, ai fabbricati nonché ai boschi  di circostante località ….

Alle ore 10 del giorno 10 una raffica più poderosa sollevò materialmente il coperchio della nuova Chiesa di Facen (10) non ancora ultimata provocando contemporaneamente il crollo di tutti i muri e danneggiando anche il fabbricato della Chiesa Vecchia.

L’autorità di pubblica sicurezza, onde evitare eventuali disgrazie personali, proibì alla popolazione di avvicinarsi fino a che venisse tolto il pericolo.

Così benché l’indomani fosse giorno di Domenica, per prudenza e per rispetto alla data proibizione non furono celebrate le consuete funzioni religiose.

(10) Questo rapido cenno alla nuova chiesa di Facen arriva senza alcuna notizia dei fatti accaduti in precedenza, risalendo agli anni di don Antonio Vecellio così restio a lasciarci memorie della Pedavena del suo tempo.

Togliamo dalle pagine del primo capitolo di questa pubblicazione, i casi della piccola comunità della chiesa filiale di Facen, di frequente in agitazione per le manifestazioni di intolleranza alla soggezione della chiesa matrice di Pedavena.

Al tempo di questa cronaca, quel complesso d’inferiorità e di abbandono sofferto dai frazionisti a causa dello “strapotere” centrale durava ancora e, in tempi discontinui, essi avevano ottenuto la residenza di un proprio curato a mantenere al giusto bollore la voglia e l’orgoglio di autonomia.

Nel 1907, un prete nativo di Alano di Piave, della diocesi di Padova, don Pietro Durighello, era salito lassù a fare il curato e risanare il proprio respiro asmatico, in quella fine aria montanina.

Ben presto aveva guarito i polmoni ma era rimasto contagiato dall’ambiziosa smania particolaristica dei frazionisti di voler una loro chiesa nuova, più grande, più bella, più esclusiva.

Pare  che quelli del comitato promotore siano partiti incapaci di un vero bilancio economico in vista dei pagamenti cui far fronte.

Il fatto certo è che l’opera ancora mal coperta dovette fermarsi in una situazione debitoria vicina al fallimento.

Nel 1912 don Durighello, avvilito e piangente, lasciò Facen e si rifugiò nella pace di un monastero di Padova.

Lassù, la costruzione incompiuta rimase ferma per anni, anche in quelli travagliati della guerra, esposta alle intemperie e alle ruberie e nel presagio dell’irreparabile che puntuale arrivò con la bufera del 10 Dicembre 1921.

Dopo il crollo sarà don Giuseppe Peressini, nuovo curato di Facen dal 1925, a riprendere in mano l’imbrogliato affare e, con le ridestate forze operative della piccola comunità, ad arrivare all’inaugurazione della nuova chiesa il 27 novembre 1927.

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Tratto dal “ Libro cronistorico della parrocchia di Pedavena (1757-1924)” a cura di Giuseppe Corso e Aldo Barbon
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