1856 – Custodia di Facen e Spianata alla Chiesa

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Il giorno di S.Pietro vedea compiere l’Altare di Facen nel poggiarsi su di esso la nuova custodia intagliata dall’artista Tonegutti di Belluno e dipinta da Pilotto il vecchio da Feltre.

Il valsente impiegato somma V.L. 94,10. Né devo passare sotto silenzio la grandiosa opera eseguita da quei di Facen, che in armonia ed in coraggio nell’intraprendere formeranno  modello.

La loro Chiesa posta sopra un eminente altura avea una strada angusta, scoscesa e ripida. Che fa quel popolo? Nel dolce inverno di quest’anno con dure ed assidue fatiche spiana la montagna verso il settentrione e della materia abbattuta riempie il più basso della via per rendere più mite e dolce la sua riva, dilata il sentiero alla misura della facciata che si offre tutta in un punto all’occhio del riguardante, ed aprì quella piazza dinnanzi che tanto dona alla Chiesa e mitiga la fatica di chi la visita.

Sallustio vedendo tal opera si sentirebbe l’acquolina sotto la lingua per aver detto: concordia res parvae crescunt, discordia (maxuma res) dilabuntur. (nell’armonia anche le piccole cose crescono, nel contrasto anche le più grandi svaniscono- n.d.r.)

Sì; fu questa una gran verità, ed il popolo di Facen la rende anco a giorni nostri nella sua prima parte comprovata.

Trentamille lire impiegate nelle Chiese della Parrocchia

Frattanto sai tu, dolcissimo mio, quanto sia stato versato in vantaggio della Chiesa di questa Parrocchia (Pedavena, n.d.r.) nel giro di sett’anni, senza computar le fatiche dei Parrocchiani che furono lunghe, indefesse e considerevoli che non ti sarebbero prestate per le dieci mille? Indovina mò’? Trentamille lire, senza registrar sommette spesso versate in varj restauri prestati a Palle ed a Quadri: Vuoi vedere come e da chi, e dove?

Eccoti il tutto:

…………………………………..…                              V.L. 5.516

……………………………………..                             V.L. 1.000

……………………………………..                             V.L. 5.150

……………………………………..                             V.L.    375

………………………………………                            V.L.    495

La fabbriceria nel Pennello di Facen              V.L.    280

………………………………………                            V.L.    175

………………………………………                            V.L.    750

………………………………………                            V.L.    550

………………………………………                           V.L.  1.035

Quelli di Facen avvantaggiarono la

Chiesa di                                                           V.L.  7.484

………………………………………                         V.L.  2.450

………………………………………                         V.L.  2.425

………………………………………                         V.L.     438

………………………………………                        V.L.      757

………………………………………                        V.L.     400

………………………………………                        V.L.     720

———————————————————–         V.L. 30.000

Di queste sedici mille s’impiegarono nella Chiesa matrice e le altre quattordici fornirono alle figliali il mezzo di crescere ed abbellirsi.

E nota che questa è tutta carità de’ fedeli, essendo la fabbriceria stata rifusa della spesa del Pennello di Facen da una questua che avea fatta nell’assumere la ragione della sua azienda.

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Tratto dal “ Libro cronistorico della parrocchia di Pedavena (1757-1924)” a cura di Giuseppe Corso e Aldo Barbon
A.Chs_P14
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