1803 – Facen : nuovi costi per la rifusione delle Campane di Pedavena

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Non era peranco riscossa questa rata ( quella di £ 2,14 per Anima – n.d.r.(vedi articolo precedente)), quando nell’Ap.le dell’anno 1803 tra la Funzione del Perdon si ruppe la Campana mediocre della nostra Parrochiale, motivo di nuovo dispendio.

Non passò il mese di Mag.o che li deputati di più ville si presentarono in Can.ca eccitati da molti del Popolo per progettare il modo di rifondere non la sola rotta, ma tutte e tre le Campane, quantunque le due minori fossero già state rifuse solo diecinove anni prima e ciò per avere un giusto concerto delle medesime, a cui non avevano provveduto in quel tempo.

La Massima (102) fu presa dalli Deputati tutti e dal Parroco, senza Vicinia. Dal Sacro Altare la si manifestò con avviso di andar alle Case di tutta la Parrochia, ricercando le loro spontanee oblazioni, se arrivassero a tanto di poter intraprendere l’affare.

Furono destinati verbalmente dalli Deput.i stessi quattro Procuratori maggiori di ogni ecceccione (103), perché riuscir potessero di aggradimento comune.

Furono questi Giovanni qm Giuseppe Marchioro di Facen, Col, Teven, Travagola, Bortolo Tonet qm Vittor per la Villa di Norcen; Ant.o Rento qm Gio; per  il Comune di Pedavena; il Signor Vincenzo Crico qm Giuseppe destinato Cassiere per Sega, Tornaolo, Murle e Carpene e riuscirono di universale aggradimento.

La somma delle oblazioni volontarie in tutta la Parrochia arrivò a £. 2865:-

La Scuola del SS.mo Crocif.o con un decreto del Giudice rassegnò per tal opra £ 515:- de’ li suoi civanzi (104), che forma £ 3380:-.

Ma non basta questo soldo a supplire a tutta la spesa incontrata, mentre ascende a più di £ 4000:-

Il fonditore fu il valente Sig.r Romano fig.o del Sig.r Ant.o Colbachini di Angaran di Bassano, uno de’ più esperti in quest’Arte nei nostri contorni, il quale con apposita scrittura s’impegnò a fare le tre Campane di buona qualità e di ottimo concerto per Scala, come di fatto eseguì.

Furono accresciute di metallo queste tre campane di libbre 366. – (105) più delle precedenti.

Il contratto fu di pagare il metallo che risultava di più del consegnato nelle nuove Campane fatte a £ 4:- la libbra, sicché costò il metallo sud.to £ 1466:- Per fattura poi e per calo del metallo nel rifonderli si accordarono in £ 60:- per ogni centinaio di libbre a peso Feltrino.

La Campana maggiore a peso Bassanese pesa                  Libre   1151:-

La Mezzana pesa                                                                   Libre     798:-

La Minore  pesa                                                                     Libre     565:-

Suma                                                                                        Libre   2517:-

Ridotta questa soma a peso Feltrino                                   Libre   2366:-

Che a £ 60 per cento fra fattura e calo,

come si disse ascende al valore di                                        £          1410:-

Le quali unite alle sopradette spese in metallo                  £          1466:-

formano la soma del debito incontrato con Fonditore       £          2876:-

Più al Fonditore sud.to n° 6 Tamponi                                  £              67:-

La spesa delle Condotte ascese a                                          £           133:-4

oltre li cariaggi avuti per carità

Per la Benedizione d’esse Campane s’incontrò il dispendio £         142:-8

In ferro poi, legni ed altro occorrente per i Telari,

i Zocchi e Corde e Battenti                                                   £            780:-8

Cosicché risulta la spesa intera, come dicevasi, di            £          4000:- c.a.

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(102) La massima, dal latino maxima (sententia), cioè il parere, il giudizio popolare.
 (103) Ecceccione: eccezione
 (104) Civanzi: altra parola strana forse mal tradotta dal francese chevrances, presente nei bandi emanati dai generali di Napoleone, nel significato di avanzi di guadagni
 (105) il cronista, ad indicare il peso in libbre delle campane, torna ad usare il tipo commerciale di sigla assente dalla tastiera del computer, per cui nel testo ho sostituito l’abbreviatura con il testo intero. Ricordo quanto detto nella nota n. 39, quando nel 1785 le due campane minori furono rifuse ad opera della ditta Soletti di Treviso.
Questa volta, invece, i promotori eletti per la rifusione delle campane ricorsero alla ditta Colbachini di Angaran di Bassano, una famiglia di costruttori di campane, iniziata l’attività nel 1715, dopo quasi tre secoli ancora conservano lo stesso nome, trasmesso da padre in figlio, e ora operante nello stabilimento di Saccolongo (Padova).
Non mi lascio scappare una curiosità: quel Lorenzo Corsetti di cui alla nota n. 66, costruttore dello scomparso pulpito pensile della nostra chiesa, aveva per moglie una Colbachini di Bassano e una famiglia di ben 8 figli.
Nella visita pastorale del vescovo Carenzoni del 23 settembre 1803, tre di quei figli vennero cresimati, fra i quali uno, Antonio, ebbe per padrino proprio il fonditore Romano Colbachini di Antonio.
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Tratto dal “ Libro cronistorico della parrocchia di Pedavena (1757-1924)” a cura di Giuseppe Corso e Aldo Barbon

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